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A sostegno del Bitto delle Valli del Bitto !(Presidio Slow Food)
   
ORMAI LA VICENDA DELLA GUERRA DEL BITTO VA VERSO UNA RESA DEI CONTI A MENO CHE ... LA REGIONE LOMBARDIA ABBIA UN SUSSULTO. Nonostante già dalla scorsa primavera fosse stata avviata una trattativa diretta tra la Regione Lombardia (Direzione Generale Agricoltura) da una parte e la Fondazione Slow Food per la biodiversità dall'altra, ora le cose sono tornate in alto mare con improbabili "tavoli" con il Consorzio di Tutela. L'Associazione Valli el Bitto ha già chiarito che NON INTENDE RIENTRARE NEL CONSORZIO. Si tratta di capire se la Regione vuole prendere solo tempo o non sa che pesci pigliare.
Nel frattempo, però, se l'Associazione non mantiene fede alla promessa di INOLTRARE UN RICORSO A BRUXELLES in merito al falso storico perpetrato all'epoca del riconoscimento della DOP (quando con un colpo di bacchetta magica il BITTO venne dichiarato produzione di "tutta la provincia di Sondrio") essa rischia di PERDERE LA FACCIA.
QUINDI E' NECESSARIO FARE PRESSIONE SULLA REGIONE affinchè riprenda la trattativa con SLOW FOOD. SE LE COSE DOVESSERO PRECIPITARE e l'Associazione Valli del Bitto dovesse andare avanti con il RICORSO sono da attendersi RITORSIONI (l'Associazione non può usare il nome BITTO e può essere passibile di pesanti sanzioni).
E' stata pertanto lanciata - d'accordo con l'Associazione Produttori Valli del Bitto - una petizione on line a favore dei produttori storici del Bitto che rischiano di essere danneggiati dalla logica della burocrazia e della quantità che schiaccia la qualità. La petizione è stata ripresa dal sito della condotta slow food valli orobiche (alcuni alpeggi dell'Associazione sono in Val Brembana).
LORO, I PRODUTTORI RIUNITI NELL' ASSOCIAZIONE PRODUTTORI VALLI DEL BITTO , COME BEN SAPETE NON USANO MANGIMI, FERMENTI LIOFILIZZATI. PRODUCONO IL BITTO NEGLI ALPEGGI DOVE E' NATO 500 ANNI FA. COME UNA VOLTA. Sono 16 e piccoli; gli altri 80 e, parecchi di loro, "grossi".
LAVORANO IL LATTE SUBITO E AGGIUNGONO LATTE DI CAPRA OROBICA DI VALGEROLA (A RISCHIO DI ESTINZIONE), COME DA TRADIZIONE
IL BITTO DOP TUTELATO DALLA LEGGE (MA COSA E CHI TUTELA LA LEGGE E, A QUESTO PUNTO CONTRO CHI?), INVECE, SI PUÒ FARE IN TUTTA LA PROVINCIA DI SONDRIO ANCHE DOVE, PRIMA DELLA DOP, NESSUNO SI SOGNAVA DI FARLO.
IL BITTO DOP SI PUÒ FARE SENZA UNA GOCCIA DI LATTE DI CAPRA, USANDO I FERMENTI LIOFILIZZATI PER "PILOTARE" LE FERMENTAZIONI, ALIMENTANDO LE VACCHE ANCHE IN ALPEGGIO CON MAIS, ALTRI CEREALI, MELASSO E SOIA OGM
(non avete letto male e non è una balla ma è contenuto nelle modifiche del disciplinare).
Vi preghiamo di diffondere la petizione tra gli associati delle vostre condotte.
La petizione è rivolta alla Regione Lombardia. E' una azione piccola ma significativa. Invitate a firmarla, a farla firmare, a far inserire un link nei siti amici a scrivere nei blog e nei forum, a qualcosa, a rompere le scatole a chi ha accesso ai media, a smuovere tutti quelli che chiacchierano di tipicità ma lasciando che in nome della "tutela" burocratica venata di agroindustrialismo si distruggano i giacimenti di valori enogastronomici di una Lombardia troppo tronfia della quantità e poco attenta alla qualità agroalimentare.
Prof. Michele Corti - Ruralista - Docente sistemi zootecnici e pastorali montani Università degli Studi di Milano www.rurapini.it
Il link per firmare è
www.firmiamo.it/probittostorico